martedì 22 maggio 2018

La Città del Sole



























*dalle case di paglia
il labile moto sommerso.
Cerca – l’occhio solo –
ignoto veleno disabitato.






Giochi Di-letto






Vedendo una piccola testa di lumaca, le antenne inutili

Come le stelle e la gente. Certa gente è come le stelle, vibra di luce morta da millenni.

Procedere lenta una ballata alla radio, Neil Young o chi sia...

Ma a me viene in mente quella dei Police – Don’t stand so close o me –

Chi sa poi perché...

Gli occhi accecati dal buio, facile ossimoro – tu credi –

invece non mento.



Vedendo e vedendo strettoie, caditoie di fogliame roseo stantio

Scorsoi di fisarmoniche, feritoie di colpi d’aria

sulla schiena sudata a sottilissime perle d’argilla, morsi di fame,

morsi, punture, pizzichi, solletico, idee che non riguardano la danza incolume dei cosmi,

morsi d’asino – come da ragazzi. Un nuovo giorno corrucciato

che ci viene verso.



Scilla '83





Passo Abile


Spilla di Scilla n°2 - in strada dal 22 5 18. (Segue all'immagine il testo che comprende)
































La Campana di San Pietro


Campana, campanula lontana,
lontanula...
le note di una vecchia cattedrale, chi sa dove.
Per chi suoni? Non per me. Né per il barista che fruga
il futuro stretto in un fondo di tazzina sbreccata. Non sarà per... ah, campana,
che tiro mancino...
Per te sola, perché l’amore e la pace, perché la pace, l’amore.
il dolore non cercano compagni, le scarpe
strappate.

*
Con l’occhio lattante,
la campana a sentire quel che ha da dire,
voi!
Forse nera la sua parola come la notte più profonda
dell’insonnia nera. Forse bianca bianca si ripete per sempre
come l’abito di un’odalisca.
Costringe a una spira di galera lenta
come la fede, come la grazia. Quasi azzurrina, acuta
come i fiori di glicine, viola con l’idea del cardo; tutti cacciatori di qualcosa;
questo digiuno, questa festa schiava che ristagna
il sangue in gore per i giunchi.

*
Per il cardellino che ho nel petto? L’ombra di un
brandello d’ombra. No, no. Come crederlo? No certo.
Paranoie di una vecchia rabdomante. Fiacco di brinata,
di gas che si estende e la sua morte si estende, suona, suona con le note di una
vecchia basilica d’Europa.
Fiu fiù din din  don fiuuu...
E poi non fiata, per quanto? Il tempo è una
daga affilata, il mio cuore una dama, una maga...
riafferrato a migrare lontanulo...
lontanulo...